L’ARTE PRENDE VITA E DIVENTA SPETTACOLO

Sono iniziate le selezioni per il Rabarama Skin Art Festival 2017, voluto da Kryolan Italia. Musa ispiratrice e madrina del contest l’artista internazionale Rabarama, che si prepara a valutare i finalisti della quarta edizione

Paola Epifani, in arte Rabarama, è una scultrice italiana di fama mondiale. La sua carriera artistica pluridecennale vanta grandi successi ed esposizioni in tutte le più belle città internazionali, come, per citarne alcune, Firenze, Cannes, Shanghai e Boca Raton. Caratteristica che la rende apprezzata da pubblico e critica, nonché inconfondibile rispetto ad altri, è l’incisione e dipintura riportata sul manto di ogni opera. Rabarama crea figure umane, a volte metamorfe, recuperando la tradizione classica di Fidia, Canova e Michelangelo, rielaborandola però in modo totalmente personale. Ecco, quindi, che le sue creature assumono posizioni riflessive, yogiche o danzanti, ed è immediato il riconoscimento di puzzle, nidi d’ape, lettere e simboli derivanti da antiche filosofie lungo tutta l’epidermide delle sculture in bronzo, rigorosamente dipinte a mano, ricavate dal sapiente utilizzo dell’argilla da parte di Rabarama per creare il prototipo di ogni creatura. Inevitabile l’evolvere della sua ricerca verso il body painting: tramite questa tecnica di dipintura del corpo umano e grazie alla collaborazione con ottimi performers, le sue creature hanno preso vita, arricchendo non solo le esposizioni in cui questo avviene, ma anche il percorso stesso dell’artista. Nel 2013 è iniziata la collaborazione con Kryolan Italia per l’organizzazione del Rabarama Skin Art Festival, contest unico nel suo genere e che fonde volutamente la body art con una performance, in cui pittura, musica e danza si uniscono per creare uno spettacolo mozzafiato. Il Rabarama Skin Art Festival vuole, appunto, dare vita all’arte.

Se e come la sua passione per il body painting ha segnato il suo percorso artistico?
Il body painting è stato per me il naturale proseguimento del percorso già iniziato sulle mie creature. In un certo senso, infatti, ogni mia scultura è rappresentazione statica della pittura sul corpo, attraverso cui desidero trasmettere il mio messaggio e le mie emozioni. Spesso mi sono chiesta come sarebbe stato poter vedere le mie “figlie” muoversi e interagire più attivamente con lo spazio circostante; quando ho iniziato a dipingere i performers per le mie esposizioni, non ho potuto che provare una grande emozione nel vedere realizzato non solo un grande desiderio, ma anche l’evoluzione della mia arte attraverso un nuovo mezzo.

Qual è il suo rapporto con il Make-up come donna? E come artista?
Come donna, non rinuncio all’uso del make-up per rafforzare i contrasti naturali del viso e dello sguardo, trovo sia anche un modo per essere creative su sé stesse. Come artista, l’uso del colore è fondamentale, arricchisce e aiuta la trasmissione del messaggio che voglio trasmettere nel caso delle mie opere, e il make-up è senz’altro una forma alternativa di uso del colore.

Si parla sempre più spesso del ruolo sociale della bellezza. Cosa ne pensa?
Trovo che attualmente sia stato enfatizzato anche troppo il ruolo della bellezza nella società; con questo non intendo smontare il concetto, bensì ridimensionarlo. Trovo giusto poter incontrare ogni giorno la bellezza nella propria vita, come può fare l’arte, di qualsiasi genere, ma senza un messaggio di sottofondo che stimoli alla riflessione o regali emozione all’anima, la bellezza rimane fine a se stessa, producendo anche distorsioni nella percezione di ciò che è realmente bello nelle persone, nelle cose e nella vita.

Tema della finale del Rabarama Skin Art Festival di quest’anno sarà “Destino e Libero Arbitrio”, cosa si aspetta dai finalisti in gara?
Di anno in anno ho potuto notare un incremento nella qualità dei lavori presentati e maggiore partecipazione da parte di giovani artisti: di sicuro in primis mi aspetto di essere strabiliata dalle creazioni e dalle performance di quest’anno! In secondo luogo,
mi auguro di poter vedere una profonda rielaborazione personale in ogni “opera” del tema principale, perché arte è anche confronto, con l’esterno e con sé stessi, per trasmettere il proprio messaggio al mondo. 

di Sabina Rosso

 

L'articolo completo lo trovi su BEAUTY PLAN di giugno / luglio. Scopri la promozione abbonamento a te riservata!

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

 


 
 

 


 

 


 

 
 
Privacy Policy

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti contenuti in linea con le tue preferenze.
Clicca su APPROVO per continuare la navigazione