Il Benessere ‘NATURALE’

Con oltre 15mila visitatori, la quarta edizione della kermesse modenese dedicata al mondo del wellness in chiave naturale si è confermata un successo. Durante la due-giorni del 25 e 26 novembre 2017, ModenaFiere ha ospitato più di 250 espositori, 50 free lesson di yoga e altre discipline, 40 conferenze ed è stato possibile assistere alla dimostrazione di mille massaggi.


Tecniche di respirazione, riflessologia, meditazione, erbe, aromi, colori, rilassamento profondo, energie sottili. Per muoversi a regola d’arte nel vasto mondo della medicina naturale e delle discipline olistiche occorre conoscerle. Ed è proprio l’informazione l’obiettivo di Modena Benessere Festival. “Lo stato di salute viene definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”, sottolinea Florido Venturi, direttore della manifestazione, “noi partiamo dal presupposto che una sana alimentazione, buone relazioni, adeguata attività fisica e una buona dose di serenità d’animo proteggono dalle malattie. Da qui, la missione del festival: informare sulle diverse discipline olistiche e i rimedi naturali, senza estremismi, ma con lo scopo di avvicinare questo mondo a tutti i tipi di persone, dagli appassionati ai curiosi”.

A PROPOSITO DI NATURALE
In occasione del World Vegan Day, svoltosi il 1 novembre 2017, durante il quale è stata celebrata la consapevolezza di uno stile di vita cruelty free, Uala.it, sito e applicazione leader in Italia dedicato al mondo beauty, ha presentato uno studio sulla bellezza sostenibile in Italia. Dati alla mano, l’attenzione generale verso trattamenti estetici e benessere che rispettano ambiente e animali è in netta crescita.

DESTINAZIONE VERDE
In base a un’analisi delle prenotazioni effettuate attraverso la piattaforma Uala.it è emerso che tra i protocolli più richiesti dalla clientela, che predilige prodotti biologici ed eco-friendly, ci sono, nell’ordine, colore bio, bio trattamento cutaneo, bio scrub e bio cheratina.
Lo studio ha rilevato poi nell’ultimo anno un incremento del 7% nel numero di saloni che scelgono di utilizzare cosmetici sostenibili. Specie nelle regioni del nord Italia, che sembrano più attente, ad oggi, a questo tema: qui si trovano il 43% in più di istituti che scelgono prodotti naturali rispetto al sud Italia. L’aumento dell’offerta cresce a fronte di una generale maggiore consapevolezza dei consumatori, che per prendersi cura del proprio corpo prediligono skincare biologici, vegani, non testati su animali. Le richieste di trattamenti di questo tipo registrano un aumento del 13%.
Un altro aspetto evidenziato dall’indagine di Uala.it è che gli Italiani sono disposti a mettere mano al portafoglio per utilizzare referenze vegane, non testate sugli animali. In media, le coccole beauty realizzate con cosmetici bio, vegan e cruelty free hanno un costo del 17% in più rispetto a quelle tradizionali.

QUATTRO CHIACCHIERE CON L’ESPERTO
Negli ultimi anni stiamo assistendo a una crescita verticale che tende al raddoppio per quanto riguarda i prodotti naturali. Parola di Alessandro Spadoni, chimico farmaceutico, “padre” della cosmesi bio attraverso il primo disciplinare italiano Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) realizzato nel 2002 e direttore scientifico di Modena Benessere Festival per il settore cosmesi bio.
“Ad oggi”, sottolinea il chimico, “il disciplinare dell’ente di certificazione Cosmos è il più rigido e riconosciuto in tutto il mondo ed esige nella produzione del cosmetico il solo impiego di sostanze provenienti dal regno minerale e vegetale attraverso dei processi chimici approvati, meno impattanti per l’ambiente. Esistono poi altri enti approvati che seguono le direttive di controllo del cibo biologico e hanno degli standard simili a quelli di Cosmos”.
Il consumatore, nonostante gli ingredienti del mondo petrolchimico siano meno costosi, sta imparando ad apprezzare sempre di più trattamenti e prodotti green. “Un fattore molto importante”, conclude il dottor Spadoni, “è che il cliente finale inizia a prendere confidenza con l’etichettatura dei cosmetici e in molti casi è in grado di valutarne la composizione”.

di Chiara Belforti

 


L'articolo completo e ulteriori approfondimenti li trovi sulla rivista BEAUTY PLAN

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