IL PEGGIOR NEMICO DELLA PELLE

Un inestetismo molto odiato e molto diffuso che colpisce 9 donne su 10. La buona notizia: con impegno e costanza l’estetista ha le armi vincenti per giurargli battaglia

In gergo tecnico si chiama pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica e nella nostra società interessa nove donne su dieci, che la (ri)conoscono con il più comune appellativo di cellulite. “Si tratta di una vera e propria patologia dei piccoli vasi sanguigni”, spiega la dottoressa Donatella Mecchia, medico estetico a Milano e Monza, “che genera una serie di reazioni a cascata, tra le quali una ipo-ossigenazione dei tessuti che a sua volta determina un travaso di liquidi con la conseguente formazione di edemi e ristagni. Il nostro organismo, nel tentativo di riparare questi danni, provoca la formazione di tralci di tessuto fibroso all’interno del tessuto sottocutaneo, che tirano la pelle in profondità, dandole il tipico aspetto a buccia d’arancia e, nei casi più gravi, a materasso”.

I QUATTRO “GIRONI”
La cellulite è una manifestazione epidermica che colpisce donne di ogni età e peso. Il motivo? Lo stile di vita moderno, che ci spinge a essere più sedentarie e spesso ad allontanarci da una dieta varia ed equilibrata per mancanza di tempo. Ma la cellulite non è tutta uguale e si differenzia in quattro stadi o gradi.

•    Il primo si definisce edematoso. Uno stato con pelle ancora elastica e apprezzabile al tatto, ma con ritenzione idrica.

•    Il secondo è lo stadio fibroso con evidenti problemi di ossigenazione ai tessuti, iniziale infiammazione e fibrosi. La pelle si presenta flaccida, pastosa, pallida e a buccia di arancia, accompagnata da gambe pesanti, formicolii e fastidio alla palpazione.
•    Il terzo è quello sclerotico molle. In questo stadio, a causa dell’insufficiente drenaggio dei liquidi e della scarsa ossigenazione dei tessuti, le cellule adipose rimangono intrappolate nei sottili setti fibrosi causati dall’infiammazione, creando fini modulazioni e dando alla cute il classico aspetto a buccia d’arancia.
•    Il quarto è quello sclerotico compatto in cui si assiste a un notevole e continuo rallentamento del flusso sanguigno e linfatico. I noduli adiposi quindi appaiono sempre più voluminosi e dolenti al tatto. La fibrosi iniziale si è trasformata in vera sclerosi tessutale, cioè il tessuto ha subito un completo sovvertimento della propria struttura. La cute appare indurita, si apprezza il caratteristico aspetto a materasso e la cliente può lamentare spesso presenza di dolore.

SOLUZIONI
L’estetista ha a diposizione diversi metodi per eliminare o quantomeno attenuare la cellulite, soprattutto nel primo e secondo stadio, dagli skincare ai massaggi, passando per apparecchiature di ultima generazione.
In etichetta
L’industria cosmetica ha messo a punto in laboratorio diversi complessi e pool di attivi. Tra le sostanze naturali troviamo la centella asiatica, il caffè verde, l’estratto di gambo d’ananas, che aiutano ad attenuare la sensazione di gonfiore alle gambe.

In cabina
“Per quanto riguarda i protocolli in istituto”, prosegue la specialista, “semaforo verde per fanghi e bendaggi, grazie al loro effetto anti-gonfiore, e all’intramontabile massaggio linfodrenaggio manuale con metodo Vodder, che sfrutta manovre lente, leggere e frizionamenti a livello delle stazioni linfatiche, per rilanciare la circolazione ed eliminare i liquidi in eccesso”.

High tech
Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante in estetica e la cliente, con un modesto investimento, potrà dare il benvenuto a una pelle rigenerata, tonica e compatta. “Tra i device più performanti”, dice il medico estetico, “c’è la presso-terapia, un apparecchio ad aria a pressione variabile che agisce stimolando le stazioni linfo-nodali. Il lipo-massaggio, una sorta di ginnastica sotto-cutanea profonda che migliora il metabolismo dei tessuti e la circolazione venosa. E ancora, la radiofrequenza, indicata soprattutto per il secondo e terzo stadio, in virtù del calore generato dalle onde elettromagnetiche che scaldando i tessuti, riducono i tralci fibrosi e modellano il corpo, e le vibrazioni ad alta frequenza, che favoriscono il drenaggio e tonificano la pelle”.

NEL PIATTO
Spiegate alla cliente che per avere la meglio sugli inestetismi  da cellulite occorre agire su più fronti, associando trattamenti di bellezza, un po’ di movimento (come corsa, nuoto, lezioni di aerobica, una camminata a passo veloce, la bicicletta) e una dieta adeguata.
•    “L’idratazione è fondamentale per sgonfiare. Un litro e mezzo al giorno è la quantità di acqua minima da assumere, magari lontano dai pasti per non diluire i succhi digestivi, permettere una buona diuresi e un’eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto”, dice la dottoressa Mecchia.

•    In questa patologia del tessuto connettivo gli adipociti innescano uno stato infiammatorio a cui si associa un processo di acidificazione dei tessuti ed è quindi necessario prediligere un’alimentazione di tipo mediterraneo, limitando i cibi raffinati, i carboidrati, il sale e ingredienti che possono innescare questo meccanismo e peggiorare la patologia. Sì a frutta e verdura di stagione colorata, per esempio, mirtilli, frutti rossi e bacche di Goji, ricche di acido ellagico, potente antiossidante, che lavora sul tono dei vasi sanguigni.
•    Tutta la frutta ricca di acqua come anguria, melone, fragole ha azione diuretica e ancora di più quella con alto contenuto in potassio come albicocca, ananas, ribes, ciliegia.
•    Va molto bene anche il salmone, fonte di omega 3, importante per diverse funzioni metaboliche.
•    “Banditi invece gli eccessi di caffè, oltre due-tre tazzine il giorno”, conclude il medico estetico, “di cioccolato e di bevande alcoliche, come vino, birra e liquori, poiché affaticano il fegato impedendo di espellere le sostanze di rifiuto”.

di Simona Lovati

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